L’ambiguità del lessico nel campo dell’urbanistica, specialmente per strutture esterne come tettoie, pergotende e pergolati, solleva una sfida normativa e interpretativa significativa. La classificazione di queste strutture non dovrebbe basarsi solamente su aspetti fisici come forma, design o materiali, ma piuttosto sulla loro funzione effettiva. Questo approccio evidenzia l’importanza di valutare l’uso delle strutture piuttosto che le loro caratteristiche fisiche per determinare se si stanno rispettando le normative o si sta incorrendo in abusi.
Tradizionalmente, la distinzione tra le diverse strutture si basa sulle loro caratteristiche fisiche, ma questa prospettiva può essere limitata e non riflette completamente l’uso reale di tali strutture. Per esempio, una tettoia usata come spazio abitativo temporaneo dovrebbe essere valutata diversamente da una utilizzata come riparo per veicoli. Questo enfatizza la necessità di un approccio basato sull’uso, che può distinguere tra un utilizzo conforme e un abuso, come trasformare una struttura temporanea in una permanente o modificarne la funzione originale.
Adottare un approccio basato sull’uso anziché sulla forma fisica potrebbe richiedere un aggiornamento delle normative esistenti, rendendole più flessibili per accogliere la varietà di utilizzi delle strutture. Questo comporterebbe una maggiore responsabilità da parte dei proprietari e delle autorità locali nel monitorare e valutare l’uso delle strutture, oltre a imporre l’osservanza di permessi aggiuntivi o normative in caso di cambiamenti d’uso.
Spostare il focus dall’aspetto fisico all’uso effettivo delle strutture esterne potrebbe fornire una base più coerente e realistica per la regolamentazione e la gestione dell’urbanistica, allineando le normative più strettamente alle esigenze delle comunità e alla realtà quotidiana dell’uso di tali strutture.
Lascia un commento