Il recente approccio giuridico incentrato sul concetto di “stato legittimo” sottolinea in modo incisivo l’importanza della legalità e della conformità normativa nel processo di rilascio dei permessi di costruire. Secondo gli articoli 12 e 13 del d.P.R. 380/2001, i permessi di costruire devono essere rilasciati in piena aderenza con gli strumenti urbanistici, i regolamenti edilizi e la disciplina urbanistico-edilizia vigente. La giurisprudenza, come stabilito dalle sentenze della Cassazione Penale (n. 37475/2019, n. 12389/2017), ha riaffermato questo principio, considerando qualsiasi intervento su una costruzione realizzata abusivamente come una prosecuzione dell’attività illegale originaria, quindi configurando un nuovo reato.
Sotto la lente dello “stato legittimo”, emerge con forza l’obbligo per i dipendenti pubblici di assicurare che ogni permesso di costruire rilasciato sia conforme alle normative vigenti. La non osservanza di tali standard può comportare serie implicazioni sia sul piano penale che amministrativo per i dipendenti, che si trovano così a condividere una corresponsabilità nel caso di permessi rilasciati per manufatti abusivi. Questo impone un elevato grado
di attenzione e di diligenza da parte dei dipendenti pubblici nel processo di valutazione e rilascio dei permessi. In un’ottica di “stato legittimo”, la responsabilità dei dipendenti pubblici va oltre il mero adempimento burocratico; essi sono chiamati a essere garanti della legalità e della correttezza urbanistica, un ruolo che acquista particolare rilevanza alla luce delle potenziali conseguenze giuridiche derivanti da eventuali inadempienze.
La nozione di “stato legittimo”, quindi, non solo rafforza il principio di legalità ma estende la sua applicazione, enfatizzando la necessità di un’analisi accurata e responsabile delle richieste di permesso. Questa prospettiva implica che i permessi di costruire non siano solo documenti amministrativi, ma strumenti attraverso i quali si esprime e si applica la legittimità dello sviluppo urbano e territoriale.
Inoltre, l’approccio dello “stato legittimo” comporta un rafforzamento del controllo e della vigilanza sugli interventi edilizi, promuovendo una cultura della legalità e della trasparenza nel settore dell’edilizia. La corresponsabilità dei dipendenti pubblici, in questo contesto, diventa un elemento chiave per assicurare che gli interventi edilizi rispettino le norme vigenti e contribuiscano positivamente allo sviluppo urbano sostenibile.
In conclusione, il concetto di “stato legittimo” enfatizza l’importanza della conformità alle normative urbanistiche ed edilizie, ponendo la legalità e la corretta amministrazione pubblica al centro del processo di rilascio dei permessi di costruire. Questo approccio mira a garantire che ogni intervento edilizio sia non solo legale ma anche legittimo, contribuendo così alla realizzazione di uno sviluppo urbano equilibrato e rispettoso del tessuto sociale e ambientale.
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