Recentemente, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha fornito una fondamentale interpretazione giurisprudenziale in materia di abusivismo edilizio, ponendo un punto fermo nelle controversie che riguardano la demolizione delle opere edilizie abusive. Questo intervento segna un passo significativo verso una maggiore coerenza e efficacia nell’applicazione delle norme edilizie. L’articolo 27 del Testo Unico dell’Edilizia stabilisce una procedura semplificata per la demolizione di opere abusive, eliminando la necessità di accertamenti dettagliati sull’abusività dei lavori, a condizione che l’amministrazione disponga delle necessarie risorse finanziarie. Tuttavia, la giurisprudenza relativa alla repressione degli abusi edilizi ha mostrato un’incostanza, influenzando negativamente la tempestività e l’efficacia delle azioni amministrative.
Il ruolo dell’Adunanza Plenaria è stato cruciale nel fornire un’interpretazione uniforme su alcuni aspetti controversi dell’abusivismo edilizio. La recente sentenza n. 16 dell’11 ottobre 2023 ha infatti risolto definitivamente alcune questioni dibattute, tra cui quelle relative alla sanzione pecuniaria per inottemperanza all’ordine di demolizione. Un aspetto chiave chiarito riguarda la distinzione tra l’obbligo di demolizione (art. 31 DPR 380/01) e il rimborso delle spese sostenute dall’Amministrazione per l’esecuzione coattiva del ripristino. In particolare, viene sottolineato che, una volta scaduto il termine per l’esecuzione volontaria dell’ordinanza, l’obbligo di demolire viene sostituito dalla responsabilità di rimborsare le spese amministrative.
Altro tema di rilievo è l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere edilizie abusive, che si verifica automaticamente in caso di inottemperanza all’ordine di demolizione. L’Adunanza Plenaria ha fornito chiarimenti sui criteri e le condizioni per l’applicazione di questa misura. L’intervento dell’Adunanza Plenaria rappresenta un passo avanti nel consolidamento dell’interpretazione delle norme contro l’abusivismo edilizio. Questi nuovi principi di diritto non solo garantiscono una maggiore chiarezza e uniformità applicativa, ma contribuiscono anche a rafforzare l’efficacia delle misure repressive adottate dalla pubblica Amministrazione. Sarà fondamentale monitorare l’impatto di queste nuove interpretazioni nella pratica giuridica e amministrativa.
Lascia un commento