Nuove prospettive sulla responsabilità nei reati edilizi dalla sentenza n. 47801/2022 della Corte di Cassazione.

In merito alla tematica degli abusi edilizi, la recente pronuncia della Corte di Cassazione, n. 47801 del 2022, ha fornito significativi chiarimenti in ordine alla responsabilità soggettiva nell’ambito delle costruzioni abusive. La responsabilità, ai sensi dell’articolo 29 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, non si circoscrive unicamente all’esecutore materiale delle opere primarie, bensì si estende anche a coloro che intervengono nelle fasi di completamento delle stesse.

In particolare, la sentenza ha evidenziato che l’assuntore dei lavori, qualificabile giuridicamente come “costruttore”, assume una responsabilità diretta nell’assicurare la conformità delle opere sia alla normativa urbanistica vigente che alle prescrizioni del piano regolatore e del permesso di costruire. Tale responsabilità è condivisa con il direttore dei lavori, in riferimento alle modalità esecutive stabilite dal permesso stesso.

Allo stesso tempo, la Corte ha sottolineato la rilevanza della responsabilità anche per i professionisti o committenti che, pur non partecipando alla predisposizione della documentazione tecnica (contrattuale, progettuale, amministrativa), intervengono nelle fasi di realizzazione delle opere. Tale responsabilità è ancorata al principio di colpa per mancata conoscenza del carattere abusivo dei lavori, come delineato nella giurisprudenza di riferimento (Sez. 3, n. 48025 del 12/11/2008, Rv.241799 – 01).

In aggiunta, la Corte ha ribadito il dovere incombente sul costruttore di verificare l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie prima dell’avvio dei lavori, con la conseguenza che la responsabilità può essere configurata sia a titolo di dolo, in caso di avvio delle opere nonostante l’accertamento negativo, sia a titolo di colpa, nell’ipotesi di omissione di tale accertamento (Sez. 3, n.16802 del 08/04/2015, Rv. 263474 – 01; Sez. 3, n. 860 del 25/11/2004 (dep. 2005), Rv. 230663).

In conclusione, la sentenza 47801/2022 della Corte di Cassazione costituisce un fondamentale punto di riferimento nella definizione dei contorni della responsabilità in materia di abusi edilizi, ampliando il perimetro soggettivo degli individui passibili di responsabilità penale in tale ambito.

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