Il recente caso giudiziario analizzato dalla sentenza n. 10062 del 23/11/2023 del Consiglio di Stato solleva questioni importanti sul cambio di destinazione d’uso in edilizia, focalizzandosi sulla trasformazione di un vano tecnico in unità abitabile. La problematica centrale è se tale trasformazione costituisca un cambio di destinazione d’uso secondo la normativa edilizia. Il dibattito nasce da un’ordinanza di demolizione emessa da un’Amministrazione Comunale, contestando la realizzazione di una unità immobiliare in un’area classificata come verde privato vincolato, destinata solo a opere di restauro e risanamento conservativo. La sentenza del Consiglio di Stato inserisce questo tipo di trasformazione nella categoria di cambio di destinazione d’uso urbanisticamente rilevante, spesso soggetto a permesso di costruire a causa dell’aumento del carico urbanistico. Esiste però una discrepanza tra l’interpretazione giurisprudenziale e la normativa edilizia vigente, che tende a semplificare e liberalizzare i cambi di destinazione d’uso. L’articolo 23 ter del DPR 380/01, introdotto dal Decreto Legge n. 133/2014 (Sblocca Italia), stabilisce linee guida sui cambi di destinazione d’uso urbanisticamente rilevanti, indicando che il cambio di destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale non è considerato rilevante urbanisticamente, ma può essere disciplinato a livello regionale e locale. Il caso in esame riguarda la trasformazione di un vano tecnico in un’unità abitabile, che non rispettava i requisiti igienico-sanitari necessari per gli ambienti principali, configurando quindi un intervento di ristrutturazione edilizia anziché un mero risanamento conservativo, con implicazioni significative in termini urbanistici e legali.
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