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Recentemente, l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha fornito una fondamentale interpretazione giurisprudenziale in materia di abusivismo edilizio, ponendo un punto fermo nelle controversie che riguardano la demolizione delle opere edilizie abusive. Questo intervento segna un passo significativo verso una maggiore coerenza e efficacia nell’applicazione delle norme edilizie. L’articolo 27 del Testo Unico dell’Edilizia stabilisce
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In ambito urbanistico, la destinazione d’uso di un immobile o di una parte di esso è un elemento chiave che prevale sulla semplice costruzione fisica dell’edificio. Questo concetto è stato recentemente ribadito in diverse sentenze, che sottolineano come il cambio d’uso da spazi accessori a spazi abitabili non sia urbanisticamente irrilevante. Innanzitutto, è importante distinguere
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Molti ritengono erroneamente che la semplice chiusura di una veranda su un terrazzino non sia un abuso edilizio e che possa essere realizzata senza permesso di costruire. Tuttavia, questo non è il caso. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Campania, seguendo le linee guida del Testo Unico Edilizia e la giurisprudenza esistente, ha stabilito che
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Il recente approccio giuridico incentrato sul concetto di “stato legittimo” sottolinea in modo incisivo l’importanza della legalità e della conformità normativa nel processo di rilascio dei permessi di costruire. Secondo gli articoli 12 e 13 del d.P.R. 380/2001, i permessi di costruire devono essere rilasciati in piena aderenza con gli strumenti urbanistici, i regolamenti edilizi
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L’ambiguità del lessico nel campo dell’urbanistica, specialmente per strutture esterne come tettoie, pergotende e pergolati, solleva una sfida normativa e interpretativa significativa. La classificazione di queste strutture non dovrebbe basarsi solamente su aspetti fisici come forma, design o materiali, ma piuttosto sulla loro funzione effettiva. Questo approccio evidenzia l’importanza di valutare l’uso delle strutture piuttosto
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Nel complicato mosaico della pianificazione urbanistica, un dettaglio spesso sottovalutato ma di fondamentale importanza è rappresentato dalle osservazioni al Piano Urbanistico Comunale (PUC) durante la sua fase di adozione. Queste osservazioni rappresentano uno strumento chiave, una sorta di ponte tra cittadini, stakeholder e amministrazioni locali, che consente un dialogo costruttivo sul futuro delle nostre città.
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Il dibattito sul condono edilizio, tema sempre caldo nel panorama italiano, sembra aver perso trazione nelle ultime manovre finanziarie. Molti si chiedono il perché di questa esclusione. Da un punto di vista giuridico, ogni condono rappresenta una deviazione dal principio di legalità. Concedere condoni ripetuti potrebbe erodere la fiducia dei cittadini, instillando l’idea che qualsiasi
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La Legge Regionale campana n. 16 del 2004 non è solo un altro pezzo di codice giuridico, ma rappresenta un faro nell’oscurità della pianificazione territoriale tradizionale. Con l’introduzione di criteri innovativi per la stesura del Piano Urbanistico Comunale (PUC), questa legge ha reinventato la visione urbanistica della Campania. Ecco un’analisi giuridico-tecnica dei principali pilastri normativi:
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La disciplina dell’urbanistica italiana ha attraversato decenni di evoluzione normativa, ma la transizione dal Piano Regolatore Generale (PRG) ai Piani Urbanistici Comunali (PUC) solleva particolari interrogativi sulla sua reale efficacia, soprattutto in regioni come la Campania, con specifiche esigenze territoriali. Il PRG, introdotto dalla legge 17 agosto 1942, n. 1150, ha costituito per anni l’ossatura
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In un’epoca in cui le città si espandono e le sfide urbanistiche si intensificano, emerge con forza la domanda: chi tiene le redini della pianificazione territoriale? Se il Piano Urbanistico Comunale (PUC) disegna la mappa del futuro dei nostri centri urbani, è la Provincia a fornire la bussola. La Provincia si erge come una figura