-
Nella disciplina normativa del Testo Unico dell’Edilizia, si qualifica come intervento di ristrutturazione edilizia la trasformazione di un ambiente precedentemente adibito a cantina in una tavernetta funzionalmente attrezzata con cucina, arredi, impianti e un servizio igienico rinnovato, destinato a uso abitativo. Questa operazione sottende una modifica sostanziale della destinazione d’uso originaria dell’immobile, distanziandosi così dalla
-
Le opere illecite che implicano la trasformazione di spazi in destinazioni residenziali sono suscettibili di classificazione quale ristrutturazione edilizia ai sensi dell’articolo 10, comma c, del Decreto Legislativo n. 380/2001, qualora determinino la trasformazione dell’edificio in un organismo edilizio parzialmente o totalmente diverso dal precedente e comportino una variazione della destinazione d’uso non autorizzata. In
-
Il regime giuridico del condono edilizio, disciplinato nell’ordinamento italiano, prevede la possibilità di regolarizzare ex post opere edilizie realizzate in assenza o in difformità dai titoli abilitativi necessari. In particolare, il terzo condono edilizio, introdotto dal Decreto Legge n. 269/2003, convertito con modificazioni dalla Legge n. 326/2003, rappresenta l’ultima delle misure normative adottate dal legislatore
-
Nel contesto giuridico normativo delineato dall’articolo 36 del Decreto Presidenziale 380/2001, noto come Testo Unico dell’Edilizia, la disciplina relativa alla verifica di conformità urbanistica-edilizia per la sanatoria di opere realizzate in difformità dai prescritti permessi edilizi stabilisce il principio della “doppia conformità”. Tale principio impone che le opere edilizie devono essere conformi sia alla normativa
-
Nel quadro normativo e giurisprudenziale riguardante il condono edilizio, si riconosce una dottrina consolidata che impone al richiedente il condono l’onere probatorio relativo alla sussistenza dei requisiti necessari per ottenere la sanatoria. In particolare, assume rilievo la dimostrazione dell’epoca di realizzazione dell’abuso edilizio, che costituisce un elemento cardine per l’accesso al regime sanzionatorio di cui
-
Nel contesto giuridico-amministrativo relativo alla disciplina delle costruzioni edilizie, la questione della legittimità di opere realizzate anteriormente all’entrata in vigore della normativa che imponeva l’ottenimento del permesso di costruire riveste una particolare rilevanza. La norma di spartiacque in tale ambito è rappresentata dalla legge n. 765 del 1967, la quale ha introdotto l’obbligo di acquisire
-
Nell’ambito giuridico del diritto urbanistico ed edilizio, la questione del condono edilizio si colloca in un contesto normativo particolarmente complesso, dove la distinzione tra sanatoria ordinaria e condono edilizio assume rilevanza critica. La sanatoria ordinaria, prevista dall’articolo 36 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 (Testo Unico dell’Edilizia), si fonda sul meccanismo dell’accertamento di
-
Nel contesto giuridico normativo delineato dall’articolo 36 del Decreto Presidenziale 380/2001, noto come Testo Unico dell’Edilizia, la disciplina relativa alla verifica di conformità urbanistica-edilizia per la sanatoria di opere realizzate in difformità dai prescritti permessi edilizi stabilisce il principio della “doppia conformità”. Tale principio impone che le opere edilizie devono essere conformi sia alla normativa
-
L’articolo 9 del Decreto Ministeriale 1444/1968 costituisce un cardine normativo nel contesto della disciplina delle distanze minime inter edifici, stabilendo una distanza interponibile di decem metra (10 metri) tra le superficies fenestratas edificiorum vicinorum. Tale disposizione mira a garantire adeguati standard di vivibilità, illuminazione naturale e ventilazione tra gli edifici urbani. Il comma ultimus dell’articolo
-
In ambito giuridico-urbanistico, la questione dell’installazione delle pergotende si configura come un tema di rilevante complessità normativa. Recentemente, il TAR Salerno ha affrontato una questione emblematica in merito, focalizzando l’attenzione sull’interazione tra normativa nazionale in materia di edilizia libera e regolamenti urbanistici comunali. Il caso in esame riguardava un’installazione di una pergotenda in alluminio di